Area Riservata
METEO Pietra Ligure

Basilica di San Nicolò

La Basilica di San Nicolò è , a detta di molti, una chiesa delle più belle ed ampie della Riviera posta davanti ad un vero salotto circondato di alberi e panchine.

Dal sacrato, fatto di sassi marini a mosaico, si accede ai tre ampi portali.

Lo stile della chiesa è “romanico-composito“.

La facciata ha il frontespizio di m. 33×33, compresi i due campanili. Cinque le campane a sinistra: concerto dal MI3 al SI3: kg 2831; otto a destra:concerto SOL3 – SOL4: Kg 1208. (Concerto “a morto” del 2/11/2010)

Alle tre porte, con pannelli di bronzo, scolpiti da Monfredini, corrispondono i tre finestroni lobati con vetriata istoriate le tre statue: S. Nicolo, S. Pietro e S. Paolo, collocate al di sopra delle porte stesse.

All’Interno la chiesa presenta, già dall’ingresso, tutta se stessa in un colpo d’occhio, perché è una sola navata, lunga, vasta e alta fino al medaglione del paradiso dipinto sulla volta che è a padiglione.

Non esiste un angolo della chiesa, nella navata e nel presbiterio, nelle cappelle e nell’atrio, che non sia rivelazione continua di figure, di simboli, di stucchi e decorazioni. Eppure, nel complesso, il grandioso non è pesante, ma elegante ed armonioso da qualsiasi punto il tempio venga ammirato. Risulta un vero scrigno di fede e di arte, che non si finisce mai di scoprire per la catechesi e per la santificazione.
Giova notare che tutte le pitture, sia figurative che decorative, furono eseguite “a fresco” e non “a tempera” per cui i colori, imbelvuti nell’intonaco appena eseguito, rimangono a tutt’oggi indelebili.

Gli affreschi figurativi sono del pittore genovese Luigi Sacco che li iniziò nel 1867. Se ne ammirano otto nel presbiterio e trentatre nella navata e cappelle. Uno di questi, il medaglione della volta, “il paradiso”, nei suoi 190 mq, contiene da solo, 33 personaggi.

Le decorazioni alle lesene, con capitelli corinzi-compositi, alle pareti, con stucchi ed ornamenti vari, alle cappelle, al ricco attico prospettico dal sotto in su, che, in efficace finzione decorativa, presenta quattro aperture intercalate da dodici colonne e fa da cornice all’elevato unico grande quadro della volta, sono opera del savonese Antonio Novaro, iniziate nel 1860, come si firma nel pilastro delle cappelle del transetto.

Dipinti su tela si trovano sopra i nove altari marmorei con balaustre chiuse da cancelli di ferro battuto. Il più antico su tavola, è S. Nicolò di Giovanni Barbagelata (1496, presente al miracolo). Restaurato nel 2010 è stato riportato agli antichi splendori.

I più pregevoli sono: S. Antonio e S. Paolo di Domenico Piola (1661); il Crocifisso e i Santi dei fratelli Agostino e Battista Montagnari (1606); la fuga in Egitto di G. B. Merano (1637); la Madonna del Buon Consiglio (donata dalla famiglia Basadonne nel XVI secolo); la miracolosa effigie della Madonna della salute (conservata nel primo passaticcio a monte; le stigmate di S. Francesco d’Assisi, attribuito a Castellino Castello (1579-1645), il Sacro Cuore (cappella del Sacramento) dipinto a Roma dal genovese Stefano Casabona nell’anno dell’inaugurazione della chiesa, 1791.San Nicolò

In sacrestia si ammirano due dipinti di Luca Cambiaso ed altri quadri di scuola genovese seicentesca, con i due dipinti storici pietresi: la liberazione dalla peste (1525) e la vittoria di Genova § Pietra contro i Sabaudi § Loanesi (1625).

Le opere di scultura sono aperte dal coro di noce scura, vero capolavoro, con 46 stalli e figurazioni simboliche scolpite ad intervallo tra i 14 specchi lignei di pezzo unico. Al centro il trono a colonne scanalate con inghinocchiatoio. In vista di tutti il sontuoso leggio che contiene i grandi libri liturgico-corali. Questo coro venne acquistato nel maggio del 1794 da tale Luigi Oxilia che si trovava con il suo liuto “La Pietra” (di proprietà degli armatori Accame) a Marsiglia, mentre i rivoltosi stavano mettendolo fuori dalla Cattedrale.

Ci sono poi cinque statue di legno e otto “in stucco” cioè in calce e polvere di marmo, forse anche alabastro, gesso e porcellana. Sono i quattro evangelisti e i dottori della Chiesa: S. Gerolamo e S. Gregorio, nel capellone di sinistra, S. Ambrogio e S. Agostino a destra.

Da segnalare il tabernacolo gotico col mistero pasquale nella cappella del Santissimo, che contiene gli Oli Santi; i 30 lampadari detti “Baccarat” in cristallo di Boemia che ornano ed illuminano le quattro grandi arcate, le 166 panche che forniscono 700 posti a sedere, lasciando liberi i corridoi per la processione interna ed eventuali spazi per 300 persone in piedi.

In occasione della festa patronale di S. Nicolò (6.12.2009) è stato inaugurato l’imponente restauro murario che ha interessato il presbiterio (mt. 9.00 x 8.00), l’abside e le due cappelle laterali del Sacro Cuore e di S. Antonio Abate. Sono stati ripristinati gli affreschi, soprattutto i volti emisferici sormontati dalle due cupolette delle cappelle, i 9 grandi lampadari sono stati riposizionati ad illuminare tutta l’abside ed il Crocifisso posizionato sopra l’Altare.

La novità più importante è l’installazione del nuovo Altare Maggiore in marmo, il precedente Altare marmoreo venne innalzato nel 1858 dal marmorino genovese Stefano Vallebona, nel 1968 sull’ala della riforma liturgica del Vaticano II, venne snellito dal frontone e dai contorni marmorei rimase solo la mensa, al centro del presbiterio.

La liturgia, nelle feste e solennità, viene accompagnata del suono di un artistico organo a due tastiere, per complessive 2.900 canne, opera di Gaetano Cavalli, costruito nei 1907 e restaurato nel 1990.

Il fonte battesimale, con vasca circolare sormontato da coperchio di legno dipinto (4 Evangelisti) di forma piramidale, nel 1980 venne trasferito dalla nicchia a sinistra della porta di entrata lato monte alla cappella della Sacra Famiglia.

Recentemente 2001-2002 venne rifatto a nuovo tutto il tetto della Basilica, rinnovato parte dell’impianto elettrico che illumina la navata centrale, la volta e il presbiterio.

Per dare maggiore luce all’interno della Basilica sempre nello stesso periodo vennero aperte 6 finestre quattro nella navata centrale e due nella zona del presbiterio.

La nuova chiesa fu benedetta il giorno dell’inaugurazione 25-12-1791 e venne consacrata 100 anni dopo, l’8 luglio 1891 da Mons Filippo Allegro, Vescovo diocesano con Mons Reggio Tomaso di Ventimiglia e Mons. Giuseppe Marello Vescovo di Acqui.

Le reliquie più importanti conservate nella Basilica sono: quella della S Croce, della “manna” di S. Nicolò, dei santi Martiri (Corpi Santi) portati dalla Sardegna domenica 5 ottobre 1662 e che vennero eletti Compatroni. Le urna, che contenevano le ossa dei 12 martiri, erano in origine 6. Il 29 settembre 1762 venne donata la nuova urna (probabilmente l’attuale) dove tuttavia non stavano tutte le ossa per cui le rimanenti vennero sigillate in 4 urne, poste nel frontone dell’abside, sotto l’icona di S. Nicolò, unitamente alle altre reliquie.

Immagini scolpite: Crocifisso del Maragliano (primi del XVIII secolo); nelle due grandi nicchie all’ingresso due opere del savonese Antonio Brilla, il gruppo processionale di S. Nicolò detto “del miracolo dei tre fanciulli” del 1877 e l’ arca processionale della Madonna Assunta del 1858.

Facebook